Gli impianti elettrici devono, per legge, essere sottoposti a manutenzione e a controlli periodici per assicurarsi che tutto funzioni al meglio e per scongiurare possibili situazioni d’emergenza. Tenere sotto controllo la salute di un impianto elettrico di una casa e, in generale, di ogni singola struttura significa infatti poter evitare rischi per gli elettrodomestici e, soprattutto, per le persone. In linea di massima, per la periodicità delle verifiche e per quanto concerne più in generale il controllo impianti elettrici valgono le seguenti disposizioni legislative:

  • l’obbligo di eseguire la manutenzione degli impianti elettrici è sancito dal DM 37/08, art. 8, comma 2;
  • l’obbligo, a carico del datore di lavoro, di effettuare regolare manutenzione è richiamato anche dal DPR 462/01 sulle verifiche degli impianti;
  • l’obbligo della manutenzione nei luoghi di lavoro discende indirettamente anche dall’art. 2087 del Codice Civile;

Per quel che concerne invece i controlli periodici degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione, a far fede sono i tre seguenti gradi di controllo:

  • controllo a vista: esame che indentifica ad occhio nudo il difetto, ad esempio involucro danneggiato o bullone mancante;
  • controllo ravvicinato: esame che permette di indentificare il difetto, ad esempio bullone allentato, solo per mezzo di attrezzi o dopo l’accesso alle apparecchiature;
  • controllo dettagliato: esame che permette di indentificare il difetto solo dopo l’apertura di custodie, ad esempio morsetto allentato all’interno di un quadro.

È importante ricordare che, secondo le normative attualmente vigenti in materia, la periodicità dei controlli non deve superare i tre anni salvo casi particolari.